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Proibite i "Promessi sposi", sono pericolosi: insegnano a pensare

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Si torna a discutere dei  Promessi sposi  a scuola e il copione è grosso modo quello che già conosciamo: leggerli, non leggerli, leggerli più tardi, leggere qualcos’altro. E se invece, per una volta, ci immaginassimo un’alternativa coerente con la tradizione del romanzo ottocentesco?  Oliver Twist ,  Il conte di Montecristo  e  L’idiota  – per limitarci a pochi casi esemplari – sono accomunati dal fatto di essere apparsi inizialmente non in volume, ma a puntate, secondo una logica oggi ripresa dalla serialità televisiva. Anche  I promessi sposi  così come li leggiamo oggi escono a dispense nell’arco di due anni, tra il 1840 e il 1842 (da qui la definizione di “Quarantana”), e sono strutturati in unità narrative che possono essere assimilate alle “stagioni” di una serie tv. Ora, la modesta proposta che qui si prova ad avanzare è la seguente: leggere  I promessi sposi sì, ma non tutti d’un fiato. Assecondare il ritmo interno di quella che è anzitutto una “cantafavola” e non un monument...