#AssembleaCEI Lettera Aperta ai Vescovi CEI in Assemblea: Chiediamo a codesta Conferenza Episcopale un atto di coraggio sinodale: farsi portavoce presso il Santo Padre per la definizione del Decreto di Riammissione al ministero dei sacerdoti sposati

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Eminenza Reverendissima, Eccellenze Reverendissime,

Mentre codesto Venerabile Consiglio guida i lavori dell'Assemblea Generale incentrati sullo "stile ordinario" della sinodalità, sul territorio italiano le comunità locali stanno affrontando un drammatico razionamento dell'Eucaristia. I recenti casi di Verona (con l'affidamento delle parrocchie a guide laiche e la rinuncia alla Messa domenicale) e i tagli liturgici nel Nord-Ovest certificano che la crisi del clero celibe ha superato il livello di guardia.

In concomitanza con l'apertura dei Vostri lavori, oggi 26 Maggio 2026, il Movimento Sacerdoti Sposati inizia ufficialmente il suo secondo "Digiuno di 40 giorni". Un'offerta ascetica di preghiera e di testimonianza che non è mossa da spirito di ribellione, ma dalla profonda fame di Sacramenti del popolo di Dio che noi, come padri e presbiteri, non possiamo ignorare.

Alla luce del magistero espresso da Papa Leone XIV nella recente Enciclica "Magnifica Humanitas", che invita la Chiesa al realismo della carne e degli affetti, e confortati dalle storiche aperture del Segretario Generale del Sinodo, il Cardinale Mario Grech (il quale proprio in queste ore ha definito le mogli dei sacerdoti cattolici sposati un «dono immenso e fattore di stabilità»), vi rivolgiamo un appello accorato:

Non si scelga la via del declino burocratico. Valorizzare i laici è un dovere, ma usarli per sostituire il ministero sacramentale laddove vi sono braccia già pronte per la mietitura è un paradosso teologico che ferisce le anime. I 5.000 sacerdoti sposati regolari, formati e residenti in Italia sono una risorsa immediata per coprire i vuoti dei campanili orfani.

Chiediamo a codesta Conferenza Episcopale un atto di coraggio sinodale: farsi portavoce presso il Santo Padre per la definizione del Decreto di Riammissione dei sacerdoti sposati che lo desiderano nella Chiesa Cattolica autorizzandoli a celebrare la S. Messa. La sinodalità permanente fino al 2028 non può prescindere dalla salvezza degli altari oggi.

Assicurando la nostra preghiera in questo tempo di digiuno per il buon esito dei Vostri lavori in piena comunione con Pietro, restiamo a totale disposizione delle singole Curie diocesane per un servizio ordinato e obbediente.

In Cristo,

L'Ufficio di Presidenza Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Roma, 26 Maggio 2026

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