Conclusione del XII mandato a Milano: la sinodalità e la fatica dei preti tracciano la strada per il futuro

Il portale ufficiale della Diocesi di Milano ha dato spazio alla sessione conclusiva del XII mandato del Consiglio presbiterale, l'organo che per cinque anni ha affiancato l'Arcivescovo nel discernimento pastorale della diocesi più grande d'Europa. Al centro dei lavori e della relazione finale sono emersi i temi caldi del vissuto presbiterale: la corresponsabilità, la fraternità e la sostenibilità del ministero oggi.

Per il Movimento Sacerdoti Sposati, i punti emersi da questo bilancio diocesano confermano che le risposte alle fatiche del clero non possono più essere rimandate.

1. La fatica dei presbiteri e la necessità di un sostegno

La relazione conclusiva ha messo in luce una realtà evidente: i sacerdoti oggi portano il peso di carichi pastorali e amministrativi enormi, spesso vissuti in condizioni di isolamento. La cura della vita dei preti e il loro benessere spirituale e umano sono stati l'asse portante del Consiglio. Riconoscere questa fatica significa ammettere che la struttura attuale richiede alleati stabili e nuove forme di collaborazione per non far crollare la rete comunitaria sul territorio.

2. Corresponsabilità reale, non solo teorica

Il Consiglio ha insistito sulla "corresponsabilità", un concetto che non può limitarsi al semplice coinvolgimento dei laici nelle attività pratiche. La vera corresponsabilità pastorale si attua quando la Chiesa valorizza tutte le risorse a sua disposizione. In questo contesto, i sacerdoti sposati rappresentano una risorsa matura, teologicamente formata e già pronta a condividere il peso del ministero e dell'annuncio, offrendo un modello di vicinanza e di fraternità che nasce dal vissuto concreto delle famiglie.

3. Uno sguardo aperto sul futuro

I cinque anni di lavoro del Consiglio presbiterale milanese dimostrano che le forme storiche del ministero sono in profonda trasformazione. La conclusione di questo mandato non è solo un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova fase di ascolto e di riforme necessarie. Abbandonare i vecchi schemi e aprirsi al contributo dei preti sposati significa dare concretezza a quel desiderio di una Chiesa più snella, fraterna e vicina alla gente emerso proprio dai banchi del Consiglio.

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