Don Fiscer: il ministero oltre i confini della sacrestia e la sfida della stabilità

Don Fiscer, parroco social "trapiantato" in Diocesi

La rubrica WikiChiesa di Avvenire accende i riflettori su don Roberto Fiscer, un sacerdote che ha saputo trasformare i social media in un pulpito moderno, arrivando al cuore dei giovani con un linguaggio fresco e immediato. Il suo recente trasferimento e il suo "trapianto" in una nuova realtà diocesana mostrano una Chiesa che prova a valorizzare i carismi comunicativi, ma sollevano anche una questione fondamentale: come si concilia l'innovazione pastorale con la precarietà dei trasferimenti e la solitudine del ministro?

Don Fiscer è la dimostrazione che il sacerdozio oggi richiede una poliedricità estrema. Egli abita il mondo digitale, gestisce radio, social e relazioni complesse. Questa "immersione" nella modernità è esattamente ciò che noi sosteniamo da tempo: il prete non è un'isola, ma un ponte. Ma c'è un limite: il modello attuale, basato sul celibato e sulla disponibilità totale allo spostamento, rischia di "bruciare" queste energie o di renderle instabili.

L'esperienza di don Fiscer ci porta a chiederci: quanto più radicata e potente sarebbe l'azione di sacerdoti così innovativi se potessero contare sulla stabilità di una famiglia e di un ministero non soggetto alle sole dinamiche burocratiche dei trasferimenti diocesani? Un "parroco social" che vive la realtà quotidiana di marito e padre sarebbe ancora più credibile nel parlare ai giovani e alle famiglie, perché porterebbe con sé non solo un "linguaggio" moderno, ma una "vita" condivisa con i suoi interlocutori.

Mentre auguriamo a don Fiscer un fecondo ministero nella sua nuova destinazione, rilanciamo la nostra proposta: la Chiesa del futuro ha bisogno di pastori che sappiano usare TikTok e Instagram, ma ha soprattutto bisogno di pastori che siano integrati nella realtà umana in tutte le sue forme. Riammettere i sacerdoti sposati significa dare stabilità a questi carismi, permettendo loro di essere quel "lievito" che non viene spostato da una parte all'altra, ma che fermenta la pasta lì dove la vita accade.

Tag: don Roberto Fiscer, Avvenire, parroco social, pastorale digitale, sacerdoti sposati, carismi, innovazione chiesa

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