Editoriale del Giorno: "Il secondo Digiuno" per la riammissione dei preti sposati

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Il comunicato stampa del Movimento per il 26 maggio squarcia il velo dell'ipocrisia curiale. Mentre la Diocesi di Verona istituzionalizza il deserto e il Giornale di Sicilia fotografa una Chiesa nazionale in ritirata che sostituisce l'Eucaristia con la burocrazia laicale, i sacerdoti sposati scelgono la via della croce e della testimonianza pura. Da domani ricominciano altri 40 giorni di digiuno.

Questo non è un atto di protesta politica, è un'offerta d'amore e un grido di dolore. È la carne dei 5.000 sacerdoti sposati che si fa "fame" per denunciare la fame spirituale delle comunità orfane. Il paradosso è intollerabile: tabernacoli sbarrati e braccia incrociate per decreto. Il Movimento non ci sta a guardare il declino assistito della Chiesa Cattolica Romana. Con questo secondo digiuno, bussiamo alle porte del Vaticano proprio mentre la CEI si riunisce a Roma. Chiediamo un atto di coraggio: un Decreto di Riammissione. Papa Leone XIV, non lasciare che la sinodalità diventi un dibattito infinito fino al 2028; firma quel foglio. Restituisci i pastori ai loro altari.

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