Il Papa mette in guardia da una spiritualità "disincarnata" e astratta, richiamando la Chiesa al "realismo della carne e degli affetti" come via di santificazione
Editoriale del Giorno: "Magnifica Humanitas: Se il Papa sdogana il realismo familiare"
L'Enciclica di Papa Leone XIV non è solo un documento dottrinale; è il manifesto di una Chiesa che sceglie finalmente di non mutilare la propria umanità. Laddove il testo parla della "magnifica cura" della creazione e delle relazioni umane, emergono suggestioni potentissime che colpiscono al cuore il tabù del celibato obbligatorio come unico criterio di idoneità al ministero. Il Papa mette in guardia da una spiritualità "disincarnata" e astratta, richiamando la Chiesa al "realismo della carne e degli affetti" come via di santificazione.
Per noi del Movimento, questo è un mandato chiaro. Se l'umanità è "magnifica" nel disegno di Dio, come può essere considerata una colpa o un limite la vocazione matrimoniale di un sacerdote regolare e formato? Mentre i burocrati della CEI riuniti a Roma si arroccano su percorsi infiniti e la Diocesi di Verona si rassegna a sostituire la Messa con guide laiche, Papa Leone XIV scrive parole che sembrano guardare proprio ai nostri 5.000 sacerdoti sposati. Il legame tra l'amore familiare e il servizio all'altare non è una minaccia, ma la massima espressione di quella Humanitas che il Pontefice vuole rimettere al centro della Chiesa Cattolica Romana. Il nostro digiuno, iniziato oggi, non è contro Roma, ma con il Papa, per dare gambe e vita alla sua stessa Enciclica.
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