Il silenzio dei media e il grido della vigna: perché la nostra voce fa paura?

Liberta.fede.pretisposati In questi giorni il mondo dell’informazione ecclesiale parla di tutto: di algoritmi, di trasferimenti burocratici, di diplomazia. Eppure, cala un silenzio assordante sulla proposta di riammissione dei sacerdoti sposati. Perché? Forse perché la nostra esistenza mette a nudo la fragilità di un sistema che preferisce comunità deserti piuttosto che pastori con la fede nuziale al dito? Noi non siamo un "problema da gestire", ma una risorsa da celebrare. Mentre le diocesi "sperimentano" sinodalità che poi falliscono per mancanza di ascolto, noi siamo già qui, immersi nel mondo, pronti a spezzare il pane della Parola. Se i media ci silenziano, le pietre grideranno. La nostra missione non si ferma davanti a un ufficio stampa chiuso, perché la nostra vocazione è scritta nel cuore, non sui giornali.

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