La fedeltà del movimento internazionale dei sacerdoti sposati

Editoriale: "La fedeltà del movimento internazionale dei sacerdoti sposati"

Il comunicato di alcune prelature parla di "validità dei sacramenti" e di inserimento nella Chiesa Vetero-Cattolica, citando la successione apostolica. È una strada che conosciamo bene, ma che i sacerdoti sposai rifiuta categoricamente per riappropiarsi della giusta causa della riammissione al ministero.

Noi non cerchiamo "altre chiese" dove rifugiarci.. Il nostro obiettivo non è creare una struttura parallela Sui Iuris, ma guarire la ferita interna alla nostra  Chiesa. Dichiararsi "passati ad altra chiesa" significa rinunciare al dialogo con Papa Leone XIV proprio ora che, come ha detto il Cardinale Zuppi a Torino, il Papa è "disarmato e disarmante".

Queste prelature indipendenti offrono una soluzione immediata ma sterile: si auto-escludono dal corpo vivo della comunione con Roma. Il movimento sacerdoti sposati, invece, sceglie la via della perseveranza comunitaria (come ricordato dall'Osservatore Romano ieri). Noi vogliamo servire nelle nostre parrocchie, della ChiesaCatolica. La validità dei sacramenti non deve essere un'arma per separarsi, ma un tesoro da riportare alla luce del sole nella piena legalità canonica.

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