L’illusione del "Vescovo Ordinario": Quando il titolo serve a coprire l’assenza di un popolo

Analizzando le pagine ufficiali che presentano la figura Vescovi e Primati di molte Chiese e prelature nate a Roma recentemente, ci si trova davanti a un elenco di titoli e cariche che ricalcano in modo quasi ipnotico la terminologia della Curia Romana: "Vescovo Ordinario", "Successore degli Apostoli", "Capo del Sinodo". Tuttavia, dietro questa facciata di parole solenni e foto in paramenti dorati, emerge una realtà che ogni fedele dovrebbe conoscere per non cadere in errore.
Titoli altisonanti vs Realtà Ecclesiale
Nella sezione del loro sito, questi "Vescovi vaganti" si autoproclamano custodi di una "Dottrina Ufficiale" e garanti di una "Successione Apostolica" che, sebbene rivendicata con forza, non trova riscontro nella comunione con la Chiesa Cattolica di Roma, nonostante l’uso strumentale di nomi come quello di Papa Francesco per accreditarsi.
La differenza tra questa "autoproclamazione" e la nostra missione è abissale:
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L’autorità non è un vestito: Essere Vescovo non significa solo indossare una mitra o gestire un sito web. Significa essere in comunione con il corpo della Chiesa e avere un popolo reale di cui prendersi cura.
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La Chiesa non è una piattaforma: Mentre si presenta come un risolutore di "problemi irrisolvibili" (spesso dietro piattaforme di consulenza che abbiamo già denunciato), noi del Movimento Internaizonale dei sacerdoti sposati crediamo che il sacerdote debba essere un servitore umile, che non vende la grazia di Dio ma la dona gratuitamente nelle parrocchie.
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Il tradimento della causa: Utilizzare le radici del movimento dei preti sposati per costruire una "prelatura" personale è il peggior servizio che si possa fare alla causa della riammissione. Crea diffidenza nelle autorità vaticane e allontana i fedeli dalla verità.
#Chieseaperte: Per una verità che libera
Noi non abbiamo bisogno di chiamarci "Eccellenze" o "Ordinari" su un sito web gratuito per sentirci sacerdoti. La nostra dignità nasce dal Vangelo e dal desiderio di servire le comunità che restano al buio.
Invitiamo i nostri lettori a diffidare da chi promette "guarigioni e liberazioni" online e si autoproclama capo di sinodi privati. La vera luce della Chiesa non brilla nei titoli auto-conferiti, ma nel servizio silenzioso e onesto di chi, come i sacerdoti sposati di #Chieseaperteconipretisposati, mette la propria vita a disposizione del prossimo senza chiedere nulla in cambio, men che meno un click su un listino prezzi.
Tag: Autoproclamazione, Prelatura SS. Pietro e Paolo, #Chieseaperteconipretisposati, Verità ecclesiale, Simonia online
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