
L'editoriale apparso recentemente su L'Osservatore Romano lancia un monito che risuona come musica per le nostre orecchie: dietro la fredda analisi dei numeri e delle crisi istituzionali, ci sono persone e famiglie che non possono essere lasciate sole. Questo appello, pur inserito in un contesto di solidarietà sociale, tocca il cuore del problema che noi denunciamo da anni: l'invisibilità dei sacerdoti sposati e delle loro famiglie all'interno della Chiesa Cattolica.
Oltre la statistica: la carne del Ministero
Per troppo tempo, il tema dei sacerdoti che hanno scelto il matrimonio è stato trattato come una "pratica burocratica" da archiviare o una statistica di "perdite" nel bilancio delle vocazioni. L'Osservatore Romano oggi ci ricorda che:
Le famiglie sono una risorsa, non un peso: Se la Chiesa vuole essere "famiglia di famiglie", non può continuare a escludere proprio quelle nate dal cuore del suo clero.
L'abbandono è una ferita ecclesiale: Ignorare migliaia di sacerdoti formati, pronti a servire e inseriti in contesti familiari sani, significa contravvenire al mandato di cura che l'articolo stesso invoca.
#Chieseaperte: Rispondere all'appello del Papa
Mentre le realtà indipendenti (che abbiamo denunciato nei giorni scorsi) mercificano la fede, noi rispondiamo a questo appello istituzionale della Santa Sede con una proposta concreta:
Riconoscimento della dignità: Non siamo numeri da gestire, ma pastori con una storia e una famiglia che vuole camminare con la Chiesa, non contro di essa.
Fine della solitudine: Molti sacerdoti sposati vivono in un limbo di abbandono pastorale. Accogliere il grido de L'Osservatore Romano significa riaprire il dialogo per una loro riammissione attiva.
Una Chiesa che non esclude: Se "non abbandonare le persone" è la priorità, allora è il momento di smettere di chiudere le parrocchie per mancanza di clero, quando ci sono preti sposati pronti a rimettersi in gioco gratuitamente.
Conclusione: Dalle parole ai fatti
Siamo grati a L'Osservatore Romano per aver riportato l'attenzione sulla centralità della persona e della famiglia. Ora però è necessario che questo principio venga applicato con coerenza anche all'interno della struttura ecclesiale.
La nostra campagna #Chieseaperteconipretisposati è pronta: siamo persone, siamo famiglie, e non vogliamo più essere abbandonati ai margini di una vigna che ha disperato bisogno di operai onesti.
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