Oggi, 26 maggio 2026, non celebriamo una scadenza burocratica, ma iniziamo un percorso di purificazione e di forte denuncia per la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati

Il paradosso emerso in questi giorni è sotto gli occhi di tutti: la Diocesi di Verona e molte altre realtà nazionali scelgono la ritirata strategica, preferendo nominare "guide laiche" e tagliare le Messe domenicali piuttosto che attingere alla risorsa già pronta dei sacerdoti sposati con matrimonio religioso.
Il nostro secondo Digiuno dei 40 giorni nasce da qui. Non è un atto di ribellione, ma il massimo gesto di fedeltà e di amore verso la Chiesa Cattolica Romana e verso Papa Leone XIV. Laddove i canali diplomatici si scontrano con il silenzio assordante dei palazzi, il Movimento mette in gioco la propria carne. Chiediamo risposte precise, non commissioni che rimandino il problema al 2028. Un decreto di riammissione ordinato è l'unica via per non spegnere gli altari e per ridare dignità a centinaia di presbiteri pronti a servire le comunità orfane. Il nostro digiuno inizia oggi, alla luce del sole, davanti alla Cupola di San Pietro.
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