Sacerdozio e Verità: Recentemente, la cronaca ecclesiale romana registra l'attivismo di prelature che niente hanno a che vedere con i preti sposati

Recentemente, la cronaca ecclesiale romana registra l'attivismo di cosiddetta Prelature che, pur derivando dalle ceneri di movimenti storici dei preti sposati sembrano aver preso una deriva che si allontana radicalmente dalle necessità dei sacerdoti sposati e delle comunità parrocchiali. Si parla di "Cattedre episcopali" a Roma e di una fitta rete di comunioni canoniche con sigle spesso prive di un reale radicamento territoriale, mentre paradossalmente si rinnega la causa dei preti sposati che è stata, per molti, il trampolino di lancio iniziale.
La nostra nuova iniziativa, #Chieseaperteconipretisposati, nasce per contrastare proprio questo: la trasformazione del ministero in una rincorsa a titoli, prelatura o cattedrali vuote (magari chiamate tali solo sulle pagine social). La Chiesa non si costruisce moltiplicando sigle e giurisdizioni sulla carta, né consacrando vescovi privi di una solida formazione filosofica e teologica, ma servendo il Popolo di Dio con umiltà e trasparenza.
Mentre alcuni si occupano di pubblicizzare "chiese vuote", noi ci occupiamo di parrocchie che rischiano di svuotarsi e chiudere per la mancanza di pastori reali, in carne ed ossa. I sacerdoti sposati che noi rappresentiamo non cercano "troni", ma altari su cui spezzare il pane; non cercano titoli "salomonici" o "bizantini", ma la possibilità di servire legalmente e comunitariamente nella Chiesa Cattolica, per evitare che le porte delle parrocchie vengano sbarrate.
È tempo di fare chiarezza. La dignità del prete sposato passa per la sua serietà umana e formativa, non per l'appartenenza a prelatura che oggi rinnegano le radici da cui sono nate. Noi restiamo sul campo, con i piedi per terra e le braccia aperte, perché la Chiesa di domani sia fatta di persone, non di poltrone virtuali.
Tag: Married Priest, Sacerdoti Sposati, #Chieseaperteconipretisposati, Trasparenza Ecclesiale, Roma
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