
Un’inchiesta di TGCOM24 (che cita esplicitamente la partecipazione di varie figure pubbliche) ha scoperchiato un vaso di Pandora che ci lascia profondamente indignati: l’esistenza di piattaforme online dove i sacramenti — dalla confessione alla direzione spirituale — vengono offerti dietro pagamento di una tariffa.
Mentre noi lottiamo per il riconoscimento dei sacerdoti sposati come risorsa gratuita e amorevole per le parrocchie che stanno chiudendo, c'è chi trasforma la Grazia di Dio in un prodotto da e-commerce. Questa non è "luce della successione apostolica", questo è il ritorno dei mercanti nel tempio, quelli che Gesù scacciò con la frusta.
La dignità del prete sposato non è in vendita
Dobbiamo essere chiari e fermi, soprattutto verso i fedeli che potrebbero essere confusi da queste sigle (prelature, congregazioni indipendenti):
I Sacramenti sono gratuiti: Vendere la confessione o una benedizione online è simonia. Chi compie questi atti si pone automaticamente fuori dalla dignità del ministero cristiano, indipendentemente dai paramenti che indossa.
L'abuso della causa dei preti sposati: È intollerabile che chi gestisce o partecipa a queste piattaforme "lucrative" abbia usato in passato il nome e la sofferenza dei sacerdoti sposati per darsi una parvenza di "riformismo". Noi cerchiamo la riammissione per servire il popolo, non per fatturare sulla sua fede.
Vescovi "fai da te": La facilità con cui certi personaggi si autoproclamano vescovi o fondano "cattedrali" romane serve solo a mascherare operazioni che, come dimostra l'inchiesta giornalistica, hanno scopi ben lontani dalla salvezza delle anime.
#Chieseaperte: Per una Chiesa di Carità, non di Commercio
La nostra iniziativa #Chieseaperteconipretisposati è l'esatto opposto di questo degrado. Noi vogliamo che i preti sposati tornino nelle parrocchie per accogliere gratuitamente, per celebrare nella verità e per essere padri di comunità che non chiedono la carta di credito, ma aprono il cuore.
Invitiamo tutti i fedeli a vigilare. La Chiesa è una casa di preghiera, non un "ufficio vendite" virtuale. La nostra battaglia per la giustizia e la riammissione continua con ancora più forza, proprio per proteggere il popolo di Dio da chi specula sul bisogno di spiritualità.
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