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Il coraggio di Annalisa Corrado e la battaglia di Don Giuseppe Serrone. La Redazione: ‘Gli abusi nascono dove mancano trasparenza e affetti sani. Il 6 maggio lottiamo anche per una Chiesa dove il sacro non sia mai più usato come strumento di potere e segreto’

Un prete che vive la bellezza e la fatica di una famiglia è un uomo più "connesso" alla realtà e meno

La testimonianza dell'eurodeputata Annalisa Corrado sugli abusi subiti da un sacerdote squarcia il velo su una sofferenza che non può più essere ignorata. Il Movimento Sacerdoti Sposati esprime profonda vicinanza ad Annalisa e a tutte le vittime.

Perché questa notizia rafforza la nostra richiesta di riammissione:

  1. Abbatere il muro del segreto: Molte derive patologiche nascono dall'isolamento affettivo e da una gestione del potere clericale chiusa in se stessa. Una Chiesa-Famiglia, aperta al matrimonio e alla trasparenza, è l'antidoto naturale a queste distorsioni.

  2. Sacerdoti inseriti nella realtà: Il prete sposato vive in una rete di relazioni (moglie, figli, comunità) che impedisce l'autoreferenzialità e favorisce un equilibrio umano e psicologico solido.

  3. La riforma di Leone XIV: La 'Strategia della Tenerezza' non è solo un atto di misericordia per i preti sposati, ma una misura di sicurezza per l'intero Popolo di Dio. Una Chiesa libera è una Chiesa sicura per i più piccoli.

Don Giuseppe Serrone, nel silenzio del suo digiuno, prega: 'Signore, chiediamo perdono per ogni ferita inflitta dai tuoi ministri. Il colloquio di oggi con il Vescovo e l'impegno verso il Cardinale Zuppi servano a costruire una Chiesa dove l'amore sia luce e mai più ombra'."

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Camper missione itinerante Movimento Sacerdoti Sposati

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