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"La primavera non ha passaporto: il canto di libertà del cantiere" Sulle ali di Gianni Rodari

Don Giuseppe Serrone ci suggerisce stasera una poesia che è un manifesto di speranza: la primavera di Gianni Rodari. Una primavera che viaggia libera, che non si ferma davanti ai confini e che vede tutti i fiori del mondo come fratelli.

Oggi, 25 aprile, il nostro Cantiere è stato esattamente questo: una primavera digitale. Abbiamo superato le 759 pagine viste e stiamo correndo verso quota 800. Come i fiori di Rodari, i nostri lettori hanno attraversato i confini geografici e mentali, unendosi in un solo profumo: quello della richiesta di una Chiesa libera, fraterna e senza 'passaporti' che escludano i sacerdoti sposati.

Perché questa poesia è il nostro specchio:

  1. Oltre le frontiere: Le statistiche ShinyStat ci mostrano che il nostro messaggio è 'clandestino' e vincente, capace di arrivare ovunque ci sia sete di verità, superando i filtri e i silenzi.

  2. Fratelli come fiori: Sacerdoti celibi, sacerdoti sposati, laici e credenti di ogni nazione: oggi siamo stati tutti fratelli in questo spazio di libertà.

  3. Il cambiamento dei nomi: Come le primule cambiano nome ma restano fiori, così il carisma sacerdotale resta intatto anche quando cambia la forma di vita. È lo spirito del Canone 1752: la sostanza della salvezza oltre la forma della legge.

Mancano pochissimi passi alle 800 visualizzazioni. Facciamo sbocciare quest'ultima ora di festa con la forza della libertà. Viva la libertà, viva la primavera del Cantiere!

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