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"La vocazione come cammino di libertà: il messaggio di don Gianola per il cantiere riammissione preti sposati". Oltre le sbarre del pregiudizio: settecentoventi visualizzazioni per una chiesa che libera i carismi

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In questa serata di vigilia, mentre il nostro blog tocca il record di 720 pagine viste, un'intervista a don Gianola sulla 'Difesa del Popolo' ci offre una chiave di lettura potente: la vocazione è, prima di tutto, un percorso di libertà.

Se la vocazione è libertà, come può la Chiesa sentirsi 'libera' mentre tiene prigionieri del silenzio cinquemila sacerdoti sposati? La vera liberazione, che oggi abbiamo celebrato come popolo, deve avvenire anche dentro le istituzioni ecclesiastiche, permettendo a ogni chiamato di servire secondo il proprio carisma, come auspicato dal Canone 1752.

Riflessioni dal Cantiere alle 19:33:

  1. Libertà di servire: La fame di pastori in Liguria (un prete per 4 parrocchie) è la negazione della libertà dei fedeli di ricevere i sacramenti. Aprire ai sacerdoti sposati significa restituire libertà alle comunità.

  2. Una risposta corale: Le 550 visite totali registrate finora dimostrano che i fedeli percepiscono questa urgenza. Non è solo un numero, è un'assemblea digitale che chiede libertà.

  3. Vocazioni plurali: Domani Roma avrà nuovi sacerdoti. Il nostro augurio è che il loro percorso sia davvero di libertà, una libertà che non teme il confronto con chi, pur sposato, resta sacerdote nell'anima e nel desiderio di servire.

La nostra resistenza non si ferma. Grazie ai lettori da USA, Svezia e Irlanda che si uniscono a noi in questa veglia di libertà spirituale.

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