"L'appello alla fraternità che deve partire dall'altare" Mentre il papa parla all'Europa, il cantiere chiede coerenza per i sacerdoti esclusi

In questo tramonto del 25 aprile, le parole di Papa Leone XIV al Partito Popolare Europeo continuano a riecheggiare: 'La fraternità sia il fondamento del nostro vivere comune'. È un richiamo potente, che non può restare confinato nelle aule parlamentari, ma deve trovare cittadinanza innanzitutto nella Chiesa.
Don Giuseppe Serrone, nel silenzio del suo sacrificio, lancia stasera un appello alla fraternità sacerdotale. Se la Chiesa chiede al mondo di essere una famiglia inclusiva, deve avere il coraggio di guardare ai cinquemila sacerdoti sposati italiani non come a 'estranei', ma come a fratelli il cui carisma attende di essere liberato.
La nostra proposta per una vera fraternità:
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Riconoscere il dono: Ogni sacerdote, anche se sposato, porta in sé un'impronta indelebile. Negare loro l'altare significa impoverire la famiglia di Dio.
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Ascoltare le comunità: La fraternità si vive nel rispondere alla sete di Eucaristia dei fedeli. Il Canone 1752 ci ricorda che questa è la missione prioritaria.
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Unire le generazioni: Domani verranno ordinati 8 nuovi sacerdoti. Il segno più alto di fraternità sarebbe vederli collaborare con i confratelli più anziani ed esperti, padri di famiglia e pastori d'anime.
Mentre i dati del blog sfiorano le 400 letture oggi, sentiamo che questo appello non cade nel vuoto. La fraternità non è un'idea, è un gesto di accoglienza che aspettiamo di vedere compiuto."
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