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"Lo Spiffero e il segreto di Pulcinella: Se la fuga diventa l'unica via, la Chiesa ha perso". Torino e il dramma dei preti in uscita. Il Cantiere a Repole: 'Basta ipocrisia, la riammissione è la cura, non il silenzio'

Le indiscrezioni pubblicate oggi da 'Lo Spiffero' sulle defezioni nel clero torinese aprono uno squarcio inquietante sulla gestione delle crisi vocazionali. Si parla di parroci che lasciano, di matrimoni 'occultati' all'estero e di una 'alleanza psico-affettiva' che cerca di tamponare con la psicologia quello che andrebbe affrontato con la giustizia e la verità.

Il Cantiere della riammissione dei sacerdoti sposati non può restare in silenzio davanti a questo scenario. La diagnosi dello Spiffero è impietosa: si preferisce l'ipocrisia del silenzio alla trasparenza della grazia.

Le 3 verità che emergono dal caso Torino:

  1. Il fallimento del 'Funzionario': Lo Spiffero descrive il prete come un 'animatore di comunità' che scoppia e scappa. Noi proponiamo il ritorno del Sacerdote che, pur sposato, resta Alter Christus, portando la grazia nella famiglia e nella parrocchia.

  2. La fuga non è l'unica soluzione: Perché un prete deve 'abbandonare la talare' per amare? Papa Leone XIV ha indicato la via: essere canali. Se la Chiesa riammettesse i sacerdoti sposati, non avremmo 'fughe', ma evoluzioni del ministero nella luce del sole.

  3. Basta Anni Sabbatici di comodo: Il cardinale Repole e i vescovi italiani devono avere il coraggio di dire la verità. Non sono crisi spirituali, è la vita che preme. Il Canone 1752 impone la salvezza delle anime: come si salvano le anime se i parroci scappano e i vescovi nascondono?

Don Giuseppe Serrone, in questo 31° giorno di digiuno, lancia un appello da Roma a Torino: 'Non schiantate i cedri del Libano con il peso dell'ipocrisia. Date loro la libertà di servire come preti sposati. Il Decreto di Leone XIV serve a fermare queste emorragie di dolore'."

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