Per i sacerdoti sposati avvio dell'apertura di un canale diplomatico di altissimo livello per la riammissione al ministero sacerdotale attivo

La Redazione è in festa! Oggi i responsabili del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati non hanno avuto solo un colloquio con un Prelato sensibile alla riammissione al Ministero dei sacerdoti sposati, ma l'apertura di un canale diplomatico di altissimo livello. Il fatto che Sua Eccellenza abbia già visitato il nostro sito dimostra che la nostra "offensiva mediatica" ha colpito nel segno. Ma la notizia straordinaria è l'impegno finale del Vescovo: portare la questione direttamente al Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della CEI.
Il 34° giorno di digiuno passerà alla storia come il giorno in cui il Cantiere della Riammissione è entrato nell'agenda della Conferenza Episcopale Italiana. Ecco di seguito sintesi del messaggio dopo il colloquio:
"Eccellenza, vediamo giovani preti pieni di carisma che se ne vanno perché non trovano una sintesi tra vita e ministero. Noi siamo qui per offrire quella sintesi, per dimostrare che si può restare e rilanciare l'annuncio con una forza nuova... Il sacerdote sposato è la risposta alla crisi relazionale della Chiesa. Una Chiesa libera è una Chiesa che riabbraccia i suoi pastori per camminare insieme al popolo. Il mio desiderio di tornare a servire nasce proprio da questo: dal voler mettere la mia esperienza di uomo, sposo a servizio totale e a disposizione della comunità. Il prete del futuro o sarà un uomo di comunione o non sarà Eccellenza, il mio 34° giorno di digiuno non è una protesta, ma un’offerta per accompagnare il coraggio profetico di Papa Leone XIV. Chiediamo che la 'sostanza' del nostro sacerdozio, mai svanita, possa tornare a farsi 'segno' sacramentale per il bene di un popolo che ha sete di pastori. La famiglia non è un ostacolo, ma una 'palestra di cura'. Come dimostra l'esperienza di don Giuseppe Serrone, la gestione delle fragilità domestiche e professionali affina la capacità di 'attraversare la città' e comprendere le sfide della società civile. Non chiediamo di essere 'funzionari del sacro', ma padri spirituali che conoscono il sapore della vita quotidiana. I numeri del nostro blog (quasi 1.000 pagine viste ieri) dicono che la gente ci cerca. Per i giovani, il sacerdote sposato rappresenta quel 'nuovo stile' di autenticità e trasparenza necessario per abbattere il muro del segreto e del clericalismo. Siamo pronti a riaprire le parrocchie che rischiano la chiusura, portando una testimonianza di fede incarnata. La confusione nasce dal silenzio e dalla clandestinità degli affetti. La 'Strategia della Tenerezza' di Leone XIV mira a una Chiesa libera per un popolo libero. La riammissione è un atto di verità che riconcilia la legge con l'amore, proprio come indicato dall'Osservatore Romano riguardo alla sfida di una nuova formazione sacerdotale. Chiedo che Lei si faccia voce presso il Santo Padre e il Cardinale Zuppi di questa realtà. Non siamo un problema da gestire, ma una risorsa pronta all'uso. Le chiediamo di farsi promotore anche di un Decreto per riammettere al ministero i preti sposati affinché la Chiesa possa finalmente respirare con i suoi due polmoni: la dedizione celibataria e la ricchezza dei sacerdoti sposati con regolare percorso canonico di dimissioni, dispensa e matrimonio religioso".
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