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Riflessione sull’Osservatore Romano e il 1° Maggio. La Redazione: ‘L’integrazione tra ministero e vita lavorativa non è un limite, ma uno strumento di pace. Il 6 maggio celebreremo un sacerdozio che non ha paura di sporcarsi le mani per il Regno di Dio’.
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Il Lavoro che unisce: Come evidenziato dall'Osservatore Romano, il lavoro è ciò che permette all'uomo di essere artigiano di pace. Per i sacerdoti sposati, il lavoro civile non è un "ripiego", ma il luogo dove la testimonianza cristiana si fa quotidiana e vicina agli ultimi.
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Pace tra Istituzione e Carisma: Il dialogo avviato oggi con la CEI per informare il Cardinale Zuppi è un atto di costruzione della pace. Vogliamo ricomporre la frattura tra la legge canonica e la verità della vita.
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Dati che parlano di Speranza: Mentre scriviamo, 31 utenti online e quota 900 visite superata oggi dimostrano che il popolo desidera questa "pace operosa" che il Movimento propone.
"Don Giuseppe Serrone, nel silenzio del suo 34° giorno di digiuno, prega per tutti i lavoratori e per i sacerdoti che desiderano tornare a 'lavorare' nella vigna del Signore: 'Il mio digiuno è un lavoro dello spirito per preparare la pace. Ringrazio la Santa Sede per aver ricordato che la pace passa dalle nostre mani operose'."
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