"Perché il simbolo di San Marco è un Leone? Perché il suo Vangelo inizia con la voce di chi grida nel deserto. Oggi, 25 Aprile, quel grido diventa il nostro.
1. La Voce nel Deserto (Oltre l'Algoritmo) San Marco inizia parlando di Giovanni Battista. Il deserto non è solo un luogo fisico, è l'isolamento in cui il sistema cerca di relegare i sacerdoti sposati. Ma il ruggito del leone non può essere silenziato. Come ieri i server sono andati in crash davanti alla verità, così il 'ruggito' di Don Giuseppe — fatto di fame e preghiera — squarcia il velo dell'indifferenza vaticana.
2. La Forza della Brevità e dell'Azione Il Vangelo di Marco è il più breve, il più dinamico. Non si perde in chiacchiere, parla di fatti. Il nostro cantiere è 'marcano': non facciamo accademia, mostriamo la realtà di 5.000 vite. La forza del Leone è la concretezza. La nostra liberazione non passa per i discorsi, ma per la carne viva di chi offre il proprio corpo.
3. San Marco e la 'Resistenza' di Venezia e della Chiesa Il Leone è simbolo di sovranità e protezione. In questo 25 Aprile, il Leone di Marco ci ricorda che il sacerdote non è un suddito di una burocrazia, ma un servitore del Re dei Re. Liberare il ministero sacerdotale significa ridare dignità regale a chi è stato 'dimesso' come un vecchio arnese.
Conclusione: In questo 29° Giorno, chiediamo l'intercessione dell'Evangelista. Che il suo Leone dia a Don Giuseppe la forza di non piegarsi, alla Redazione il coraggio di scrivere nonostante i blocchi, e ai sacerdoti sposati la fierezza di chi sa di essere nella verità.
La Liberazione non è un regalo, è un ruggito che nasce dal cuore di chi è libero dentro."
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