Da Chia alle Alpi, il "grido di libertà" di Don Giuseppe Serrone. Nel giorno di San Giovenale, l'appello per la riammissione dei preti sposati unisce fede, cultura e la profezia di Pasolini
COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: Da Chia alle Alpi, il "grido di libertà" di Don Giuseppe Serrone. Nel giorno di San Giovenale, l'appello per la riammissione dei preti sposati unisce fede, cultura e la profezia di Pasolini.
VITERBO/CHIA (VT) – Mentre la comunità di Chia si stringe oggi nei festeggiamenti del patrono San Giovenale, un’eco di giustizia e speranza giunge dalle vette alpine dove Don Giuseppe Serrone, già parroco della frazione per 11 anni, sta portando a compimento il suo 37° giorno di digiuno.
Un legame indissolubile: Fede, Cultura e Territorio
La figura di Don Serrone è profondamente radicata nella Tuscia viterbese. Autore del volume “San Giovenale e il castello di Chia”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, ha saputo coniugare il ministero pastorale con la valorizzazione storica del territorio. Quel libro, che resta un punto di riferimento per l'identità locale, è oggi il simbolo di una vocazione che non si è mai spenta, nonostante le barriere del diritto canonico.Sulle tracce di Pasolini: La "Disperata Vitalità" della Verità
Chia è anche la terra scelta da Pier Paolo Pasolini come dimora dell'anima. Don Serrone, che nel 2005 rese omaggio al poeta sulle pagine de la Repubblica (nell'intervista storica a cura di Marco Scataglini), oggi ne raccoglie l’eredità profetica. Come Pasolini lottava contro l'omologazione, Don Giuseppe lotta contro l'omologazione giuridica che esclude i sacerdoti sposati dal servizio all'Eucaristia."Il risveglio apre un mondo comune", citando Eraclito, Don Giuseppe ricorda che la sua non è una battaglia privata, ma una necessità per l'intero popolo di Dio.
L'Appello al Papa e alla CEI
I dati recenti confermano un crescente interesse dei fedeli (+52% di ricerche dirette nell'ultima settimana) verso la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati. In concomitanza con la festa di oggi, è stata inviata una missiva ufficiale ai Vescovi del Consiglio Permanente della CEI affinché si facciano promotori presso Papa Leone XIV di una riforma che riconosca la "libertà sotto la grazia". "Chiediamo che la Chiesa di Papa Leone XIV, che parla di appartenenza e missione, riapra le porte a chi non ha mai smesso di amare Cristo", dichiara il Movimento Sacerdoti Sposati.Il Digiuno: Una Tappa verso il Traguardo
Il 37° giorno di digiuno non è la fine, ma una nuova tappa. La luce rosa che all’alba ha irrorato le vette alpine, filtrando tra le nubi grigie, è la metafora di una Chiesa che vuole guardare "oltre" le tende del legalismo per riscoprire il volto dei suoi pastori.Contatti per la Stampa: Ufficio Comunicazione - Movimento Sacerdoti Sposati
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Chia. Le cascate in cui Pasolini girò le scene del battesimo di Gesù nel “Vangelo secondo Matteo” (1964)
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