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L'Editoriale della Redazione: “Mentre le campane di Roma suonano per i nuovi vescovi ausiliari consacrati da Papa Leone XIV, il 36° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone pone una questione di coerenza evangelica. Se il mandato è stare dalla parte degli 'scartati', la Chiesa di Roma deve avere il coraggio di guardare ai propri figli esclusi. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è il tassello mancante per una riforma che non sia solo burocratica, ma un autentico ritorno alla carità della verità”.
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Un'opportunità di ascolto: La Redazione valorizza questo momento per ricordare che la giustizia riparativa, discussa anche nei forum interreligiosi, deve iniziare proprio dall'interno delle mura vaticane.
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Contro il legalismo sterile: Rispondiamo agli attacchi tradizionalisti che gridano al "modernismo" proponendo una santità possibile, che abita la storia e le relazioni umane, come suggerito da Dietrich Bonhoeffer.
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Una Chiesa senza spettatori: Accogliamo l'invito del Papa a servire la Chiesa con amore e non da "spettatori", chiedendo che ai sacerdoti sposati sia permesso di tornare in campo per sanare la "fede senza appartenenza" dei giovani.
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"Don Giuseppe Serrone, dalla sua postazione di digiuno, lancia un appello ai nuovi ausiliari: 'Non siate amministratori di un'assenza, ma padri di una nuova presenza. La riammissione dei sacerdoti sposati è la risorsa che Roma aspetta per non lasciare nessuna comunità senza l'Eucaristia'."
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