Editoriale della Redazione – 38° Giorno di Digiuno
La Redazione: «Inizia una nuova settimana di sacrificio e speranza. Oggi, 4 maggio, ci ispiriamo allo sguardo lucido di Francesco Guccini: “Con le canzoni ho sempre voluto dire qualcosa: testimoniare un’idea, una situazione, una persona”. Don Giuseppe Serrone, nel silenzio del suo 38° giorno di digiuno, sta facendo lo stesso "mestiere". Il suo non è un atto di protesta fine a se stesso, ma la testimonianza di un’idea: che l’amore familiare e il ministero sacerdotale possano e debbano coesistere nel "Mondo Nuovo" di Papa Leone XIV.
Non siamo qui per fare rumore vacuo, ma per documentare una situazione — quella dei sacerdoti sposati esclusi — e per dare voce a migliaia di persone che attendono la riammissione. Come Guccini nello Spazio Gerra guarda al passato per illuminare il presente, così noi guardiamo alla "Pietra Scartata" affinché diventi finalmente Pietra d'Angolo. Il nostro "dire qualcosa" oggi è una supplica che attende ancora una risposta, ma che non smette di camminare verso Roma con la vita dentro».
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Testimoniare l'Idea: La riammissione al ministero non è una pretesa, ma la testimonianza di una Chiesa che si evolve.
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Dire la Situazione: Il digiuno rende visibile l'invisibile, portando alla luce la realtà dei preti sposati.
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Oltre il Silenzio: Se la musica di oggi sembra dire meno, la nostra azione vuole dire tutto, fino all'incontro del 14 maggio alla Sapienza.
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«Don Giuseppe Serrone riflette: "Sottoscrivo le parole di Guccini. Anche il mio sacerdozio è un mestiere di testimonianza. Non cerco consensi facili, ma voglio dire la verità su una vocazione che non si è mai spenta. Questo 38° giorno è il mio modo di 'dire qualcosa' a Papa Leone e alla Chiesa intera: siamo qui, siamo vivi, e siamo pronti a servire"».
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