
Risposta alle polemiche tradizionaliste. La Redazione: ‘L’attacco di Radio Spada contro il presunto modernismo vaticano ci mostra una Chiesa divisa da opposti legalismi. Mentre i tradizionalisti si interrogano su chi renderà conto a Dio per le ordinazioni, noi chiediamo: chi renderà conto a Dio per le migliaia di comunità lasciate senza Eucaristia a causa dell’ostinata esclusione dei sacerdoti sposati? La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è l’unica vera "Carità della Verità": quella che mette la salvezza delle anime al di sopra di ogni barriera ideologica’.
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Oltre le etichette: "Modernismo" e "Tradizionalismo" sono spesso scudi dietro cui ci si nasconde per non affrontare la realtà: la Chiesa ha bisogno di pastori.
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Il dovere di rendere conto: Rendere conto a Dio significa anche rispondere del perché uomini validi, chiamati da Cristo e con una famiglia, siano tenuti lontani dall'altare.
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La Tradizione dell'accoglienza: La riammissione non è un cedimento al mondo, ma un ritorno alla fedeltà evangelica che non conosce discriminazioni di stato civile.
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"Don Giuseppe Serrone, nel 36° giorno di digiuno, replica alle critiche: 'A chi ci accusa di modernismo rispondiamo che la nostra Tradizione è quella degli Apostoli, che erano mariti e padri. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati non è una disputa semantica, è un atto di giustizia divina che il Vaticano deve compiere per non dover rendere conto di un gregge abbandonato'."
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