
Riflessione sociologica e spirituale. La Redazione: ‘L’articolo de L’Osservatore Romano ci parla di una fede che non trova più casa nell’appartenenza formale. Questa deriva è alimentata anche da un’immagine di sacerdozio troppo spesso separata dalla realtà quotidiana. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati offre una soluzione: riportare il sacro all’interno dei legami umani più forti, come quelli familiari, per dimostrare che l’appartenenza alla Chiesa non è un limite alla libertà, ma una pienezza di vita condivisa’.
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Oltre l'individualismo: La ricerca spirituale solitaria è un grido d'aiuto; un prete sposato riammesso è il primo segno di una Chiesa che accoglie la vita così com'è.
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Abatere i muri: Se la fede non ha più "casa", è perché spesso abbiamo reso le nostre parrocchie dei musei di regole. La riammissione rompe gli schemi e riporta il Vangelo in strada.
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Testimonianza di unità: Nel 36° giorno di digiuno, Don Giuseppe dimostra che l'appartenenza a Cristo passa per il sacrificio e la verità, chiedendo che la Chiesa non lasci "orfani" coloro che cercano Dio.
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"Don Giuseppe Serrone, leggendo Donne Chiesa Mondo, afferma: 'Se i fedeli non sentono più di appartenere alla Chiesa, è perché a volte la Chiesa stessa allontana i suoi figli, come i sacerdoti sposati. Chiediamo la riammissione per ridare alla Chiesa quel volto umano e familiare che è l'unica vera cura contro la fede senza appartenenza'."
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