La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è l'espressione di una Chiesa che, come un monastero benedettino, sa accogliere ogni carisma e ogni storia, mettendo la comunione davanti alla rigidità della norma
Convivenza liturgica e vocazionale: il modello benedettino per la riammissione
Riflessione sulla proposta dell'Abate Primate. La Redazione: ‘L’Abate Gregory Polan, come riportato da InfoVaticana, propone la flessibilità e l’accoglienza benedettina come modello per superare le divisioni liturgiche nella Chiesa. Noi rilanciamo: questa stessa capacità di far convivere tradizioni diverse deve essere applicata al ministero. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è l'espressione di una Chiesa che, come un monastero benedettino, sa accogliere ogni carisma e ogni storia, mettendo la comunione davanti alla rigidità della norma’.
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L'unità nella diversità: Se è possibile far convivere riti diversi, è doveroso far convivere il celibato scelto e il ministero vissuto nella famiglia.
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La Regola dell'accoglienza: Il modello benedettino insegna che la regola serve la comunità, non il contrario; la norma del celibato non può soffocare la missione.
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Pace e stabilità: Nel 36° giorno di digiuno, Don Giuseppe testimonia che la vera stabilità ecclesiale nasce dalla giustizia verso chi è stato allontanato.
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"Don Giuseppe Serrone, ispirandosi alla proposta dell'Abate Primate, dichiara: 'La convivenza di cui parla Polan deve diventare realtà anche per noi. Chiediamo la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati per dimostrare che nella casa del Signore c'è posto per tutti i pastori che desiderano servire con amore, senza che la loro condizione familiare sia un ostacolo alla liturgia della vita'."

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