La Redazione: «Mentre le ombre si allungano su questo 7 maggio, la nostra riflessione teologica si fa più densa. La domanda "Quo vadis, humanitas?" della Commissione Teologica Internazionale ci ricorda che la Chiesa è la custode dell'umano. Don Giuseppe Serrone, concludendo il primo giorno del suo nuovo cammino, rilancia: la riammissione dei sacerdoti sposati è l'antidoto a una visione "angelista" o burocratica del clero.
Se l'umanità è inquieta perché rischia di perdere la propria identità tra tecnologia e biologia, la Chiesa deve rispondere offrendo modelli di santità e di servizio calati nella realtà. Il sacerdote sposato non è un "meno", ma un "più" di umanità messo al servizio del Vangelo. In questi 100 giorni, cammineremo per dimostrare che la via della Chiesa è la via dell'uomo, come amava dire Giovanni Paolo II, e che questa via passa anche per il letto nuziale e la tavola di famiglia dei suoi pastori».
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