Irazoqui e Pasolini sul set di “Il Vangelo secondo Matteo”. Foto di Domenico Notarangelo
La Redazione: ‘Nel 37° giorno di digiuno, riscopriamo l'omaggio di Don Giuseppe Serrone a Pier Paolo Pasolini. A Chia, tra le pietre del castello e la grazia di San Giovenale, le loro storie si sono intrecciate. Pasolini cercava la verità nelle borgate; Don Giuseppe la cerca nella riammissione dei sacerdoti esclusi. Entrambi "scartati" da un sistema che teme la libertà della carne e dello spirito. Oggi, guardando le vette alpine, Don Giuseppe rilegge quella "scandalosa" coerenza pasoliniana come un invito a non arrendersi mai davanti al grigio delle nubi istituzionali’.
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Il Poeta e il Pastore: Entrambi hanno abitato Chia, entrambi hanno guardato il mondo dalle sue torri, cercando un senso che andasse oltre le apparenze.
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La Chiesa delle Periferie: Pasolini amava il Vangelo "nudo"; la richiesta di riammissione dei sacerdoti sposati è il ritorno a quel Vangelo che abita le case, le famiglie e le sofferenze reali.
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Contro l'Omologazione: Come Pasolini lottava contro l'omologazione culturale, noi lottiamo contro l'omologazione giuridica che soffoca il carisma sacerdotale nel celibato obbligatorio.
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"Don Giuseppe Serrone ricorda: 'Pasolini a Chia trovò la sua dimora dell'anima. Io, da parroco, ho servito quella terra. Oggi, nel mio digiuno, sento la sua voce che ci sprona a essere testimoni di una verità che non ha paura del giudizio del mondo. La riammissione è il nostro atto di poesia civile'."
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