«Sì, siamo alla quinta domenica di Pasqua, in cammino verso la Pentecoste (24 maggio). Gesù ci dice: “non abbiate paura, non sia turbato il vostro cuore abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. Credo che siano momenti difficili e faticosi quelli che viviamo, e quindi abbiamo bisogno di riscoprire davvero la Parola del Signore come fondamento, come dice San Pietro nella seconda lettura: “la pietra scartata dai costruttori è divenuta pietra d'angolo e sasso d'inciampo, pietra di scandalo”.
In questo 37° giorno del mio digiuno, non posso non interrogarmi: qual è la pietra su cui davvero vogliamo costruire, come Chiesa e come società? Ci fidiamo di Gesù Cristo, nostra via che ci indica la strada dell'unità e dell'abbattimento di muri e confini, o ci fidiamo del clima di razzismo, violenza e accettazione della guerra? L'anno scorso, 2025, nel mondo sono stati spesi 2.887 miliardi di dollari per le armi: altro che un mondo fraterno! Ringraziamo Papa Leone XIV che con il suo viaggio in Africa e le parole forti del Regina Caeli del 26 Aprile ha aperto i nostri occhi sui "ladri" che saccheggiano le risorse della terra combattendo guerre sanguinose.
Se vogliamo pregare e chiedere davvero al Signore che ci dia unità non possiamo mai dimenticare di pregare per la pace, perché è proprio l'annuncio del Signore Risorto. Non si può "non parlare sempre solo di pace": siamo sull'orlo di una guerra nucleare. Di fronte a questa minaccia, e di fronte al rischio di affidarsi alla violenza come un tempo la "canzone del Piave" sosteneva lo spirito combattentista, non dobbiamo aver paura di dire che la nostra pietra è fondata su Gesù. Fidarci di Lui significa abbattere muri, non costruire nemici. Il mio digiuno è l'offerta affinché la Chiesa scelga questa via di unità totale, riarmando la pace e disarmando l'esclusione».
«La Redazione commenta: 'In questo 37° giorno di digiuno di Don Giuseppe la riflessione domenicale scelta unisce la geopolitica della pace alla teologia dell'unità ecclesiale. Se la Chiesa vuole essere casa comune, deve ascoltare Papa Leone XIV e smettere di essere dogana. La Pietra Scartata, ovvero i sacerdoti sposati che gridano per la riammissione, deve diventare Pietra d'Angolo del Mondo Nuovo predicano dal Santo Padre. La pace non è un'opzione, la riammissione è giustizia'»
#3Maggio, #PapaLeoneXIV, #5DomenicaPasqua, #Giorno37, #DonSerrone, #PietraScartata, #SpeseMilitari, #PaceEUnità, #RiammissioneMinistero, #Vaticano
«Sì, siamo alla quinta domenica di Pasqua, in cammino verso la Pentecoste (24 maggio). Gesù ci dice: “non abbiate paura, non sia turbato il vostro cuore abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. Credo che siano momenti difficili e faticosi quelli che viviamo, e quindi abbiamo bisogno di riscoprire davvero la Parola del Signore come fondamento, come dice San Pietro nella seconda lettura: “la pietra scartata dai costruttori è divenuta pietra d'angolo e sasso d'inciampo, pietra di scandalo”.
In questo 37° giorno del mio digiuno, non posso non interrogarmi: qual è la pietra su cui davvero vogliamo costruire, come Chiesa e come società? Ci fidiamo di Gesù Cristo, nostra via che ci indica la strada dell'unità e dell'abbattimento di muri e confini, o ci fidiamo del clima di razzismo, violenza e accettazione della guerra? L'anno scorso, 2025, nel mondo sono stati spesi 2.887 miliardi di dollari per le armi: altro che un mondo fraterno! Ringraziamo Papa Leone XIV che con il suo viaggio in Africa e le parole forti del Regina Caeli del 26 Aprile ha aperto i nostri occhi sui "ladri" che saccheggiano le risorse della terra combattendo guerre sanguinose.
Se vogliamo pregare e chiedere davvero al Signore che ci dia unità non possiamo mai dimenticare di pregare per la pace, perché è proprio l'annuncio del Signore Risorto. Non si può "non parlare sempre solo di pace": siamo sull'orlo di una guerra nucleare. Di fronte a questa minaccia, e di fronte al rischio di affidarsi alla violenza come un tempo la "canzone del Piave" sosteneva lo spirito combattentista, non dobbiamo aver paura di dire che la nostra pietra è fondata su Gesù. Fidarci di Lui significa abbattere muri, non costruire nemici. Il mio digiuno è l'offerta affinché la Chiesa scelga questa via di unità totale, riarmando la pace e disarmando l'esclusione».
«La Redazione commenta: 'In questo 37° giorno di digiuno di Don Giuseppe la riflessione domenicale scelta unisce la geopolitica della pace alla teologia dell'unità ecclesiale. Se la Chiesa vuole essere casa comune, deve ascoltare Papa Leone XIV e smettere di essere dogana. La Pietra Scartata, ovvero i sacerdoti sposati che gridano per la riammissione, deve diventare Pietra d'Angolo del Mondo Nuovo predicano dal Santo Padre. La pace non è un'opzione, la riammissione è giustizia'»
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