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OLTRE IL PREGIUDIZIO VERSO I PRETI SPOSATI: IL DIRITTO AL SERVIZIO

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Mentre il cammino dei 100 giorni avanza, la realtà bussa alla porta del Cantiere. Abbiamo ricevuto la testimonianza di un confratello, un sacerdote sposato, ingiustamente sospeso dall'insegnamento della religione cattolica a causa di calunnie e pregiudizi legati unicamente alla sua condizione familiare.

🏗️ OLTRE IL PREGIUDIZIO: IL DIRITTO AL SERVIZIO

Questo caso non è solo una questione lavorativa, è una ferita ecclesiale. Il documento finale del Sinodo 2026 e le linee guida della Congregazione per il Clero parlano chiaro: i sacerdoti sposati vanno considerati fratelli.

Non è più accettabile che la calunnia sia usata come strumento di emarginazione. Per l'anno scolastico 2026/2027, chiediamo un segnale forte:

  • Basta discriminazioni: Un sacerdote sposato ha il diritto e la competenza per insegnare, portando con sé la ricchezza di una fede provata e di una vita familiare vissuta.

  • Appello ai Vescovi: Chiediamo che i presuli applichino la "Diplomazia della Tenerezza" di Papa Leone XIV, restituendo dignità e incarichi a chi è stato allontanato ingiustamente.

📔 LA NOSTRA AZIONE

Abbiamo preparato e messo a disposizione del confratello una bozza di istanza ufficiale da presentare al proprio Vescovo. Il Cantiere PER LA RIAMMISSIONE AL MINISTERO DEI PRETI SPOSATI  sostiene attivamente ogni passo verso la riconciliazione che passi per il riconoscimento dei diritti fondamentali.

"La verità vi farà liberi. Ma la giustizia vi restituirà il posto che vi spetta nel servizio al Popolo di Dio."

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