Meditazione verso la Domenica. La Redazione: ‘Padre Ermes Ronchi ci ricorda che Dio non cerca servitori perfetti, ma tralci che portano frutto. Don Giuseppe Serrone, nel suo 36° giorno di digiuno, testimonia che la linfa del sacerdozio scorre ancora potente in chi ha scelto la via del matrimonio. Chiediamo la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati perché crediamo in una Chiesa che non taglia i tralci vivi, ma li coltiva affinché la gioia del Vangelo arrivi a ogni uomo, attraverso la testimonianza di pastori che conoscono l'amore in tutte le sue forme’.
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La linfa della Grazia: Il sacerdozio non si secca con il matrimonio; la linfa di Cristo continua a scorrere e chiede solo di essere riammessa a nutrire la comunità.
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Senza di Me non potete far nulla: Questo grido di Cristo è la forza del digiuno di Don Giuseppe: senza la riammissione, molte comunità restano "senza Vite", prive dell'Eucaristia.
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Portare molto frutto: Un sacerdote sposato riammesso porta il frutto della comprensione, della vicinanza e della vita vissuta; è un tralcio che rende la vite della Chiesa più rigogliosa.
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"Don Giuseppe Serrone, meditando con Ermes Ronchi, dichiara: 'Signore, io resto unito a Te. Ti offro il mio digiuno perché Tu possa toccare il cuore di chi governa la Chiesa. La riammissione che chiediamo è il desiderio di tornare a essere tralci carichi di frutti per i tuoi figli, affinché la Tua gioia sia in noi e la nostra gioia sia piena'."
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