Il gesto di Don Dino a Valdagno non è una bizzarria, ma un grido d'aiuto e di amore. Se il Vangelo deve uscire dai recinti sacri per incontrare la gente dove vive (al bar, tra un caffè e una chiacchiera), chi meglio di un sacerdote sposato può interpretare questa missione?
Mentre Don Dino "esce" per cercare i fedeli, migliaia di sacerdoti sposati sono già "fuori", vivono nei condomini, lavorano negli uffici, portano i figli a scuola. Sono già immersi in quel "bar della vita" che la Chiesa oggi cerca affannosamente di raggiungere. Riammettere i sacerdoti sposati significa trasformare questa "emergenza" in una presenza strutturale. Non avremmo bisogno di Messe-evento nei bar se avessimo pastori che vivono la quotidianità delle famiglie. La Chiesa di Papa Leone XIV deve avere il coraggio di passare dall'eccezionalità alla normalità di un clero che abita il mondo perché ne fa parte.
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