Don Cosimo Schena ha ragione: una fede che non disturba è una fede morta. Ma la più grande "inquietudine" che la Chiesa oggi deve affrontare non è solo digitale, è umana
È l'inquietudine di chi vede migliaia di altari spogli mentre 5.000 sacerdoti pronti al servizio sono tenuti "in panchina" perché hanno scelto di non rinunciare all'amore familiare.
Se, come dice Schena, il Giubileo deve scuotere le fondamenta, allora non c'è atto più profetico e inquietante della riammissione dei sacerdoti sposati. Inquietare le coscienze significa smettere di nascondersi dietro il "si è sempre fatto così" per guardare in faccia la realtà: la Chiesa ha bisogno di pastori, e noi siamo qui. Don Cosimo parla a un milione di persone; noi, con i nostri 1.860.000 accessi, diamo voce a chi vuole una Chiesa che torni a essere "carne" e non solo "schermo".
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