F. su facebook pone una domanda che molti fedeli si pongono: perché nella stessa Chiesa Cattolica coesistono due pesi e due misure? Se i fratelli di rito orientale possono servire l'altare pur avendo una famiglia, perché in Occidente questa libertà è negata? È una questione di coerenza che il magistero di Papa Leone XIV ci spinge oggi ad affrontare con coraggio. Fabio ci ricorda una verità antropologica fondamentale scritta nella Genesi: "Non è bene che l'uomo sia solo".
L'innamoramento non è una "colpa", né la fine di una vocazione, ma un'evoluzione dell'essere umano. Permettere la scelta tra celibato e matrimonio non significa sminuire il sacerdozio, ma permettere a chi è chiamato di affrontare il proprio ministero con più serenità e pienezza. Come suggerisce Fabio, un buon padre di famiglia ha tutte le carte in regola per essere un ottimo pastore, proprio perché vive sulla propria pelle quella comunione e quel sacrificio che sono il cuore del Vangelo. La nostra battaglia per una sede a Roma è anche la battaglia per una Chiesa che riconosca questa "libertà dei figli di Dio".
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