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Tradizione e rinnovamento con i preti sposati: il respiro ampio della Chiesa

Nel mese dell'amore parliamo dell'amore di Dio

Il dibattito si arricchisce di una riflessione di Ester Palma che ci riporta al valore della Tradizione. L'idea che il sacerdote sia "sposato solo con la Chiesa" e che una famiglia lo renderebbe necessariamente un "cattivo prete o un cattivo padre" è una preoccupazione che rispettiamo, ma che la storia stessa della Chiesa smentisce. La Tradizione, come ricorda spesso Papa Leone XIV, non è un museo da custodire sotto vetro, ma un giardino da coltivare. Per i primi mille anni, il sacerdozio sposato è stato la norma, e ancora oggi le Chiese Cattoliche d'Oriente testimoniano che si può essere ottimi padri e pastori instancabili, senza che una missione escluda l'altra.

Quanto al ruolo delle donne, il riferimento alla Madonna e alle donne come prime testimoni della Resurrezione è prezioso. Tuttavia, riconoscere il carisma femminile non significa inseguire le "quote rosa", ma domandarsi come la Chiesa possa valorizzare pienamente quella "presenza concreta" che le donne già offrono. Se è vero che Gesù si mostrò per primo a una donna, affidandole l'annuncio più importante della storia, dobbiamo avere il coraggio di chiederci quali forme nuove questo annuncio debba prendere oggi. Non cerchiamo di rompere con la Tradizione, ma di tornare a quella Tradizione delle origini che sapeva accogliere la pluralità dei carismi per il bene di tutto il gregge.

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